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04-08-2015 | Appuntamenti

L’oro di Sogliano. Viaggio tra sapore e saperi

L’oro di Sogliano. Viaggio tra sapore e saperi

Sogliano al Rubicone, circa 3.000 abitanti a 40 km da Forlì, è il luogo ideale per chi vuole unire enogastronomia e cultura musicale in un unico percorso.

Raggiungibile sia dall’E45 sia dalle affascinanti e tortuose stradine che partono da Savignano sul Rubicone, la località è conosciuta per la produzione di un particolare tipo di formaggio stagionato in antiche fosse da grano, conosciuto anche come formaggio di fossa. 
Da non perdere è la visita alle fosse, che permette di apprezzare il lungo e laborioso processo necessario per ottenerlo. Le forme vengono deposte in antiche fosse a forma di fiasco, scavate nella roccia arenaria (tufo), per una profondità di circa tre metri. Questa tradizione nacque in epoca medievale: i contadini soglianesi, alla fine della primavera, venivano in paese per affidare i loro formaggi agli infossatori, affinché li conservassero durante l'estate e li proteggessero dalle razzie delle guerre; in novembre tornavano poi a ritirare le forme e far fronte, così, alle ristrettezze dell'inverno.
Inebriati dai profumi e dai sapori dei formaggi di fossa è possibile proseguire la visita alla città entrando in un luogo di altri tempi, il Museo del Disco d’Epoca, collocato all’interno di Palazzo  Ripa-Marcosanti. Che avvicina alla storia della registrazione sonora dal grammofono al fonografo, dal 78 giri al 33 giri, tra esemplari preziosi di registrazioni come il Disco Berliner L-4 anno 1902 e il Discorso di S.M. Vittorio Emanuele III salendo al trono.
Prima di lasciare questi luoghi rilassanti andiamo a dare uno sguardo a Montetiffi, a 11 km. da Sogliano, in direzione Ponte Uso. Da lontano è possibile subito osservare la maestosa Abbazia Benedettina di San Leonardo collocata sulla sommità della rupe, uno dei monumenti romanici più importanti dell’Emilia-Romagna per antichità e conservazione.
Il borgo di Montetiffi è conosciuto anche per la fabbricazione delle teglie in argilla per la cottura della piadina. Una tradizione antichissima di cui si hanno notizie documentate sin dal Rinascimento e che oggi continua grazie alla passione e alla maestria di una  famiglia di tegliai che ancora permette di osservare e utilizzare uno dei prodotti più autentici dell'artigianato di Romagna.

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