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30-07-2019 | Primo piano

CNA ed i risarcimenti per la vicenda E45

CNA ed i risarcimenti per la vicenda E45

Un plauso per la concretezza e rapidità delle risposte pervenute dalla regione ma la partita dei rimborsi resta ancora aperta.

In questi giorni stanno giungendo alle imprese che hanno fatto domanda per il risarcimento dei danni patiti in seguito alla chiusura dell’E45, le comunicazioni relative all’accettazione delle domande stesse. Gli importi riconosciuti arrivano al 50% del danno patito. A nome degli Imprenditori associati a CNA, ringraziamo la Regione Emilia Romagna ed i Sindaci dell’Unione Valle Savio per aver messo in campo tutto quanto era possibile e per essere intervenuti in tempi rapidi.

La partita dei rimborsi rimane ancora aperta. La scorsa settimana, presso gli uffici della regione Emilia Romagna, le parti sociali sono state convocate dall’assessore alle attività produttive Palma Costi, per la sottoscrizione dell’intesa relativa alla concessione dei contributi statali alle imprese che hanno subito conseguenze negative dalla chiusura della E45.

In relazione alle misure di sostegno al reddito ed alle procedure previste per attivarle, CNA Forlì-Cesena fin dal primo incontro tenutosi a Cesena nell’ambito del “tavolo per l’emergenza E45 “, ha sottolineato come la bozza di decreto proposta, che richiedeva come condizione essenziale per la concessione degli aiuti statali il requisito della sospensione dell’attività lavorativa delle imprese coinvolte, fosse decisamente limitativa.

Si è specificato allora e lo si è ribadito successivamente, che le aziende del territorio interessato hanno subito aumenti dei costi di gestione, dovuti alle maggiori percorrenze da compiere ed una diminuzione di fatturato legato al minor afflusso di veicoli ma che, fortunatamente, nessuno ha dovuto cessare la propria attività come conseguenza della chiusura del viadotto “Puleto”, né ricorrere a riduzioni d’orario per i dipendenti coinvolti. Al contrario, si è cercato di limitare le difficoltà per i lavoratori, dando fondo a ferie e permessi.

Gli sforzi compiuti per gestire al meglio il disagio dei propri dipendenti, invece di assurgere ad elemento premiante, rischiano ora di penalizzare fortemente le imprese.

Infatti, alla luce del dettato normativo proposto, nessuna impresa che non abbia fatto ricorso a sospensioni dell’orario di lavoro dei titolari o dei propri lavoratori, riuscirà ad accedere ai sostegni economici previsti, con il forte rischio che questi contributi non vengano sfruttati se non in minima parte.

Dobbiamo evitare che, pur subendo gravi conseguenze dalla chiusura della E45, le aziende non riescano a far proprio il contributo economico dello stato (comunque una minima parte del danno subito), proprio per aver cercato di limitare  gli inconvenienti per i propri dipendenti.

Per tale motivo CNA alla sottoscrizione dell’Intesa, ha chiesto al Presidente della regione Bonaccini ed all’assessore Palma Costi, pur comprendendo che le misure decise derivano da scelte fatte su altri tavoli ed apprezzando il lavoro fin qui svolto, di operare per garantire che eventuali residui delle risorse stanziate, siano destinate ed utilizzate a favore delle aziende danneggiate che non riusciranno ad accedere ai contributi in oggetto.

Ciò valorizzerebbe quel senso di responsabilità che ha contraddistinto il nostro territorio, evitando peraltro un’ingiusta penalizzazione per gli imprenditori che vogliono operare nel rispetto delle norme e per la creazione di benessere diffuso.