Domenica 16 novembre, alle ore 17:00, presso il Centro culturale “S. Pertini” di Santa Sofia, verrà presentato il libro “La forza dell’invisibile – La rivoluzione dei Sarayaku dalla difesa della foresta amazzonica ai diritti della natura”.
Federica Falancia, autrice del libro, è giurista, antropologa e ricercatrice, a partire dalla ricerca sul campo iniziata nel 2018 in Ecuador con i nativi Kichwa di Sarayaku, su temi legati a conflitti socio ambientali.
La natura come personalità giuridica
All’inizio dei primi anni 2000, alte fonti di giustizia internazionali come la Corte Interamericana dei Diritti Umani, hanno elevato a personalità giuridica “la natura“, riconoscendone i diritti. Mentre in precedenza, a salvaguardia degli interessi di gruppi multinazionali e di investitori privati, i nativi ricevevano denaro in cambio della devastazione del territorio subita, a seguito dell’istituzione della nuova figura giuridica è subentrato un maggiore rispetto dei fiumi, delle acque, delle terre, degli alberi, della fauna e della flora.
Nel 2008 la costituzione dell’Ecuador è stata la prima al mondo a riconoscere diritti e personalità giuridica al “soggetto natura” e questo grazie alle persone della comunità che li hanno rivendicati con lotte, scontri ed importanti attività giudiziali.
La forza dell’invisibile – La rivoluzione dei Sarayaku dalla difesa della foresta amazzonica ai diritti della natura
La storia inizia nei primi anni ’90, a seguito della concessione rilasciata illegalmente ad una multinazionale argentina di estrarre petrolio nel territorio Sarayaku, devastando l’ambiente con esplosivi, movimentazioni di terra, sporcando e inquinando fiumi, vallate, montagne, distruggendo alberi e sterminando animali.
La storia si ripete. Basti pensare a ciò che è successo nel Nord America con la devastazione dei territori a causa di ricerche petrolifere e all’estrazione di minerali, in particolare oro, il tutto in cambio della costruzione di riserve per gli indiani, regalando poi alcool e malattie infettive non prima di averli sterminati come successe con i bisonti.
Se si fosse data valenza giuridica alla natura, guardando dal lato dei nativi o dei conquistatori, certamente gli Stati Uniti d’America avrebbero oggi un altro aspetto, non solo apparente ma anche di sostanza, nel rispetto dei diritti umani.
Diritti umani che anche nei giorni nostri sono sistematicamente calpestati.



