accisa autotrasporto

L’ennesimo aumento di costi per le imprese di autotrasporto merci e CNA Fita esprime profonda preoccupazione per la modifica unilaterale dei termini per l’allineamento dell’accisa sul gasolio alla benzina contenuta nel testo della Legge di Bilancio 2026.

Già avevamo contestato l’Articolo 3 del D. Lgs. 43/2025 che aveva stabilito un percorso graduale di incremento dell’accisa, pari a 1,0-1,5 centesimi di euro al litro in ciascuno degli anni dal 2025 al 2029. Questo pesante impegno viene addirittura aggravato dall’articolo 30 della Legge di Bilancio 2026, che stabilisce una crescita cumulativa per il 2026 pari a 4,05 centesimi di euro al litro e non a 1,5 centesimi come previsto.

L’aumento dell’accisa mette in crisi le imprese di autotrasporto

“Questo significa un aumento di accisa complessivo pari al 200% rispetto alla previsione originale per l’anno in corso – ribadisce con forza Paolo Andreini, presidente CNA Fita Forlì-Cesena – La misura colpisce con particolare durezza i veicoli di piccola portata, di massa complessiva inferiore a 7,5 tonnellate, i quali, a differenza dei mezzi pesanti di ultima generazione, non beneficiano di alcun meccanismo di recupero dell’accisa.”

Per tale comparto, per intendersi il mondo dei corrieri, di chi garantisce l’approvvigionamento degli esercizi commerciali nei centri storici e la regolarità delle consegne del commercio online, tale improvviso e inatteso incremento comporterà un maggior costo di oltre 24 milioni di euro rispetto a quello preventivato. A questo si aggiunge la situazione critica delle imprese che non hanno potuto ammodernare la flotta. Per i circa 80mila veicoli immatricolati per il trasporto merci per conto terzi che circolano con una classe ambientale inferiore a Euro 5, il maggior costo rispetto al preventivato sarà di quasi 65 milioni di euro.

CNA Fita chiede misure urgenti a tutela dell’autotrasporto

“Questa decisione infligge un colpo durissimo a migliaia di micro, piccole e medie imprese, alimentando l’inflazione e minando la competitività – conclude Andreini – di fronte a questa clamorosa mancanza di rispetto dell’impegno già adottato, chiediamo un immediato passo indietro e a tal proposito, metteremo in campo tutte le azioni di tutela sindacale del settore”.