Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha annunciato il completamento dell’iter di approvazione per il Conto Termico 3.0, una revisione attesa e significativa dello strumento di incentivazione per l’efficienza energetica. L’accordo raggiunto in sede di Conferenza Stato-Regioni spiana la strada alla pubblicazione del decreto, che impegna 900 milioni di euro di risorse nazionali: 400 milioni destinati alle Pubbliche Amministrazioni e 500 milioni per i privati.
Il nuovo decreto si presenta come una grande opportunità per il settore. In un contesto di progressivo depotenziamento delle detrazioni fiscali, il Conto Termico 3.0 diventa uno strumento fondamentale per incentivare gli investimenti in efficientamento energetico, offrendo un meccanismo potenziato e semplificato.
Il ruolo della CNA e le proposte accolte
Durante le consultazioni pubbliche, la CNA ha seguito attentamente il processo di definizione del decreto, proponendo l’ampliamento della platea dei beneficiari, delle tipologie di interventi ammessi e la semplificazione delle procedure. Sebbene il decreto rappresenti un netto miglioramento rispetto alla versione precedente, l’associazione sottolinea come sia stata persa un’occasione per rafforzare ulteriormente il sostegno al settore residenziale privato, che a suo avviso è stato trascurato in questa fase di revisione.
Le novità chiave del Conto Termico 3.0
Rimangono ora da attendere i passaggi operativi. Il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) dovrà aggiornare le modalità operative per l’accesso allo strumento entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto. Nel frattempo, queste sono le principali innovazioni già note:
- Ampliamento dei beneficiari: La nuova versione estende il beneficio a una platea più ampia. Oltre a Pubbliche Amministrazioni e privati, potranno accedere agli incentivi anche gli enti del terzo settore, gli edifici privati non residenziali (settore terziario), e le nuove configurazioni di autoconsumo collettivo e le comunità energetiche.
- Interventi ammessi ampliati: Alle tradizionali opere già incluse, il decreto aggiunge:
- Impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo, incentivabili nel limite del 20% della spesa ammissibile.
- Colonnine di ricarica privata per veicoli elettrici.
In entrambi i casi, l’incentivo è concesso a condizione che gli interventi siano realizzati congiuntamente alla sostituzione di vecchi impianti di climatizzazione con nuove pompe di calore elettriche.
- Maggiori incentivi per la Pubblica Amministrazione: Se per i privati l’incentivo può coprire fino al 65% delle spese, per le PA può raggiungere il 100% della spesa ammissibile in casi specifici, come interventi su edifici comunali (con popolazione fino a 15.000 abitanti), edifici scolastici, ospedali e altre strutture sanitarie pubbliche.
- Semplificazione procedurale: Il decreto introduce importanti semplificazioni per rendere più snello l’accesso agli incentivi. I termini per la presentazione delle domande vengono allungati da 60 a 90 giorni e l’intera procedura sarà gestita in modo completamente digitale, dalla presentazione della domanda fino all’erogazione.
- Spese ammissibili aggiornate: Oltre all’aggiornamento dei costi in linea con l’evoluzione tecnologica e i prezzi di mercato, il decreto estende la copertura anche alle spese per le diagnosi energetiche.
Il Conto Termico 3.0 si configura quindi come uno strumento più moderno e flessibile, capace di supportare la transizione energetica del Paese, pur lasciando aperta la discussione su un ulteriore rafforzamento del sostegno al settore residenziale privato.


