Un’ondata di cambiamento profondo sta per investire il patrimonio immobiliare europeo e, di riflesso, anche le migliaia di edifici della provincia di Forlì-Cesena. La Direttiva Europea sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), nota come “Direttiva Case Green”, approvata a marzo 2024, fissa obiettivi ambiziosi: azzeramento delle emissioni per i nuovi edifici dal 2030 e riqualificazione energetica per quelli esistenti, con le classi F e G che dovranno raggiungere la classe E entro il 2030 e la classe D entro il 2033, e ulteriori step fino al 2050.
Direttiva Case Green: sfide e opportunità per il patrimonio edilizio di Forlì-Cesena
“Per le imprese di installazione e impianti di Forlì-Cesena – spiega Pietro Renda, presidente CNA Installazione e Impianti Forlì-Cesena – questo scenario si può tradurre in un enorme potenziale di crescita, ma anche in sfide significative che la CNA intende affrontare con lucidità. L’impegno maggiore riguarderà proprio il vasto parco immobiliare esistente. Si stima che a Forlì-Cesena, come in tante altre province italiane, migliaia di edifici dovranno essere interessati da interventi di riqualificazione nei prossimi anni per adeguarsi ai nuovi standard europei. Sebbene il governo italiano debba ancora definire il Piano Nazionale di Ristrutturazione per recepire la direttiva, le linee guida europee sono vincolanti e preannunciano un’azione decisa”.
Transizione energetica: imprese al centro del cambiamento
“Questa imponente transizione energetica – prosegue Renda – collocherà le imprese di installazione e impianti al centro di un processo di riqualificazione senza precedenti. Saranno gli idraulici, gli elettricisti e gli specialisti della climatizzazione i veri protagonisti nell’implementare soluzioni innovative e sostenibili”. La direttiva prevede l’obbligo graduale di installazione di impianti fotovoltaici su nuove costruzioni e grandi ristrutturazioni a partire dal 2027 e il phase-out delle caldaie a combustibili fossili entro il 2040, con lo stop agli incentivi già dal 2025, promuovendo il passaggio a pompe di calore e sistemi ibridi.
Ciò implica che tecnici e artigiani dovranno non solo aggiornare le proprie competenze, ma anche familiarizzare con tecnologie avanzate e complesse. I sistemi ad alta efficienza, la domotica e gli impianti smart per ottimizzare i consumi, i sistemi integrati con fonti rinnovabili diventeranno la normalità. Il settore richiederà una costante formazione per mantenere il passo con l’innovazione, ed è qui che la preoccupazione per le competenze emerge. Sarà necessario un massiccio programma di riqualificazione e specializzazione della manodopera per far fronte alla domanda, evitando che la mancanza di personale qualificato rallenti l’intera transizione.
Incentivi e soluzioni locali per un futuro più sostenibile
Come precisa Renda: “All’ordine del giorno, non mancano tuttavia serie titubanze sui limiti del patrimonio edilizio nei centri storici, dove non è raro imbattersi in stringenti vincoli architettonici. Molti edifici storici e vincolati rendono estremamente complesso, se non impossibile, applicare alcune soluzioni previste dalla direttiva, come l’isolamento a cappotto esterno o i pannelli solari visibili. Serviranno deroghe, soluzioni ad hoc e incentivi specifici per preservare il valore storico e culturale pur migliorando l’efficienza energetica”.
Un’altra considerazione riguarda le differenze climatiche tra le varie zone d’Italia. La Romagna, con le sue estati calde e gli inverni rigidi ma non estremi come al Nord, richiederà soluzioni energetiche mirate, che non siano un mero “copia-incolla” da altre realtà europee. Sarà fondamentale una flessibilità applicativa che tenga conto delle specificità climatiche e strutturali locali.
“Infine, la questione cruciale degli incentivi per le famiglie. – conclude Renda – Dopo la complessa esperienza del Superbonus e il blocco dei crediti, i cittadini sono comprensibilmente cauti. Per raggiungere gli obiettivi ambiziosi del 2030 e 2033, sarà indispensabile un sistema di incentivazione chiaro, stabile, accessibile e di lungo periodo. Le famiglie, specialmente quelle meno abbienti, dovranno essere messe nelle condizioni di poter affrontare gli ingenti costi delle ristrutturazioni, senza oneri insostenibili. Un meccanismo efficace, che non lasci spazio a incertezze o repentini cambi di rotta, sarà la chiave per sbloccare gli investimenti privati e garantire il successo della direttiva.”
Ben accolta la notizia del completamento dell’iter di approvazione del decreto Conto Termico 3.0. “Un provvedimento atteso da tempo, che interviene in una fase delicata, segnata dal progressivo ridimensionamento del sistema delle detrazioni fiscali. Il nuovo decreto, grazie a una dotazione complessiva di 900 milioni di euro e a una struttura semplificata e più accessibile, potrà costituire un importante strumento di sostegno agli investimenti, sia pubblici sia privati” – conclude Renda.
La CNA di Forlì-Cesena è pronta a fare la sua parte, sostenendo le imprese del territorio attraverso la formazione, la consulenza e la rappresentanza presso le istituzioni. L’obiettivo comune è un territorio più efficiente e sostenibile, ma è cruciale che la transizione sia gestita con pragmatismo, tenendo conto delle specificità locali e delle reali capacità di famiglie e imprese.


