Le emissioni in atmosfera di sostanze derivanti da attività produttive possono essere o convogliate o diffuse, ma, in entrambi i casi, generando inquinamento atmosferico, vanno monitorate e/o autorizzate.

Lo strumento normativo di riferimento per le attività e gli impianti che producono emissioni in atmosfera è il Testo Unico Ambientale (D.Lgs. 152/2006) che ne norma sia la prevenzione che la limitazione e che stabilisce valori di emissione e prescrizioni.

Quali imprese devono fare domanda di autorizzazione alle emissioni in atmosfera?

Tutte le imprese che, nel corso dello svolgimento della loro attività, producono emissioni in atmosfera di sostanze che possono causare inquinamento sia che esse siano emissioni convogliate (attraverso uno o più punti) sia che siano emissioni diffuse.

  1. Gli stabilimenti costituiti esclusivamente da impianti/attività con emissioni scarsamente rilevanti (art. 272 comma1 del D.Lgs. 152/2006) non sono sottoposti ad alcuna autorizzazione, ma l’Autorità competente può richiederne, con proprio provvedimento generale, una comunicazione preventiva.
    A titolo esemplificativo ricordiamo fra queste (elenco non esaustivo):

    • Panetterie, pasticcerie e affini con consumo di farina non superiore a 300 Kg/giorno
    • Cucine, esercizi di ristorazione collettiva, mense, rosticcerie e friggitorie
    • Stirerie
    • Lavorazioni meccaniche di metalli (esclusa la verniciatura) e trattamento superficiale e smerigliature con consumo complessivo di olio inferiore a 500 Kg/anno
    • Autorimesse e officine meccaniche di riparazione veicoli (escluse quelle in cui si effettua la verniciatura)
    • Laboratori fotografici
  2.  Diversamente, con l’art. 272 comma 2 e 3 del D.Lgs. 152/2006, sono individuati gli impianti e le attività con emissioni a ridotto inquinamento che è obbligatorio autorizzare in via generale (AVG).
    Esempi di attività e lavorazioni che generano suddette emissioni in atmosfera (elenco non esaustivo):

    • Produzione di mobili, oggetti, imballaggi, prodotti semifiniti in materiale a base di legno con utilizzo giornaliero massimo complessivo di materie prime non superiore a 2000 kg/g
    • Produzione di prodotti in vetroresina con utilizzo giornaliero massimo complessivo di resina pronta all’uso non superiore a 200 kg/g.
    • Produzione di articoli in gomma e prodotti delle materie plastiche con utilizzo giornaliero massimo complessivo di materie prime non superiore a 500 kg/g.
    • Riparazione e verniciatura di carrozzerie di autoveicoli, mezzi e macchine agricole con utilizzo di impianti a ciclo aperto e utilizzo di prodotti vernicianti pronti all’uso giornaliero massimo complessivo non superiore a 20 kg/g
    • Verniciatura di oggetti vari in metalli, vetro o plastica con utilizzo complessivo di prodotti vernicianti pronti all’uso non superiore a 50 kg/g.
    • Verniciatura, laccatura, doratura di mobili ed altri oggetti in legno con utilizzo complessivo di prodotti vernicianti pronti all’uso non superiore a 50 kg/g
    • Utilizzazione di mastici e colle con consumo complessivo di sostanze collanti non superiore a 100 kg/g.
    • Saldatura di oggetti e superfici metalliche (ad esclusione dell’acciaio inox)
    • Lavorazioni meccaniche dei metalli con consumo complessivo di olio (come tale o come frazione oleosa delle emulsioni) uguale o superiore a 500 kg/anno
    • Trattamenti meccanici superficiali dei metalli con utilizzo di metalli da trattare non superiore a 3000 kg/g
    • Impianti a ciclo chiuso di pulizia a secco di tessuti e di pellami, escluse le pellicce, e pulitintolavanderie a ciclo chiuso
  3. Tipografia, litografia, serigrafia, con utilizzo di prodotti per la stampa (inchiostri, vernici e similari) giornaliero massimo complessivo non superiore a 30 kg/g.3. Infine l’autorizzazione in regime ordinario (ai sensi dell’art. 269 del D. Lgs. 152/2006) è obbligatoria per tutti gli impianti e le lavorazioni con emissioni in atmosfera che non rientrano nelle attività scarsamente rilevanti oppure in quelle autorizzabili in via generale.

Le autorizzazioni sono da richiedere preventivamente allo svolgimento dell’attività ed hanno una durata di 15 anni.

A quali sanzioni possono andare incontro le imprese?

Le principali sanzioni previste dall’art.279 del D.Lgs.152/06 si possono così riassumere:

  • installazione o esercizio di uno stabilimento con autorizzazione assente, scaduta o revocata: ammenda compresa tra 1.000 e 10.000 euro o arresto da 2 mesi a 2 anni;
  • ammenda per la violazione dei valori limite di emissione fino a 10.000 euro o arresto fino ad 1 anno;
  • violazione delle prescrizioni stabilite dalle autorizzazioni o prescrizioni comunque imposte dall’Autorità competente: sanzione amministrativa pecuniaria compresa tra 1.000 e 10.000 euro;
  • avvio delle attività senza invio della specifica comunicazione: sanzione da 500 a 2.500 euro

I referenti del Servizio Ambiente e Sicurezza di CNA Forlì Cesena sono a disposizione per ulteriori informazioni.