Le imprese del settore benessere (acconciatori, estetisti, tatuatori, piercer, operatori olistici e altre figure) fin dall’inizio dell’emergenza Covid hanno sempre fatto del rispetto della sicurezza la loro priorità. I rigorosi protocolli di sicurezza sono stati rispettati dalla stragrande maggioranza delle imprese, perché i titolari hanno grande attenzione per la propria salute, quella dei dipendenti e dei clienti.

CNA Benessere e Sanità Forlì-Cesena ritiene profondamente ingiusta l’applicazione del Dpcm 3/11/2020 che impedisce ai cittadini in zona arancione di spostarsi in un comune diverso da quello di residenza per potere usufruire dei servizi del proprio artigiano di fiducia. Sono comunque consentiti gli spostamenti, dalle 5 alle ore 22, dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 km dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

“Questi servizi sono ad alta personalizzazione e si fondano su un rapporto fiduciario con la propria clientela, – afferma Daniele Mazzoni, responsabile di CNA Benessere e Sanità Forlì-Cesena –  tanto che in alcune Regioni, pur classificate in zona arancione, ai clienti è stata comunque data la possibilità di rivolgersi al proprio professionista di fiducia anche fuori dal comune di residenza. Non crediamo che questa eventuale concessione aumenti il rischio di contagio, in quanto questo tipo di servizi alla persona si svolge sempre su appuntamento, quindi il flusso viene regolato indipendentemente dal comune di provenienza del cliente”.

“Questa limitazione, in essere ormai dall’inizio di novembre, ha messo in grave difficoltà economica le imprese del settore – afferma Massimo Castellucci, presidente di CNA Benessere e Sanità Forlì-Cesena – che seppure aperte hanno visto diminuire in modo consistente la propria clientela. Non a caso, in un recente sondaggio realizzato da CNA, il 6% delle imprese del settore ha dichiarato che rischia di dover chiudere l’attività e il 30% che sta resistendo, ma teme di non farcela”.

Con questa petizione chiediamo al Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, di rappresentare questa posizione al nuovo Governo e di assumere un ruolo attivo nel sostenere la libertà di scegliere il professionista di fiducia, in condizioni di piena sicurezza sanitaria.

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