Un settore silenzioso, poco conosciuto e di cui non si parla mai, eppure operoso, 17.000 imprese, tra lavanderie tradizionali ed industriali, che generano un fatturato di oltre 2,5 miliardi e occupano quasi 50.000 persone.

CNA ha chiesto al Governo di tenere conto della reale ampiezza del perimetro della stretta nel definire gli indennizzi a fondo perduto. Alle 400mila imprese colpite direttamente va aggiunto un importante indotto, tra cui le lavanderie che senza un sostegno rischiano di essere spazzate via. Un settore che ha faticosamente tenuto durante la fase di lockdown, nonostante il crollo del fatturato, ora rischia di collassare. Sono imprese che oltre ad offrire un servizio al cittadino, lavorano con il mondo della ristorazione e della filiera del turismo in genere.

La chiusura dei ristoranti, lo smart tworking praticato da circa il 70% degli uffici, l’interruzione di eventi e cerimonie è tutto lavoro che viene a mancare.

Un’ulteriore stretta in questo momento potrebbe compromettere definitivamente il settore e portare alla chiusura di migliaia di attività. Chiediamo pertanto al Governo che le lavanderie, al pari di altri settori coinvolti direttamente o indirettamente, siano beneficiare dei contributi a fondo perduto e delle agevolazioni previste dal Decreto Ristori.