Una vecchia macchina da cucire, una passione ereditata dalla nonna, la nascita di una figlia e la scelta di dare vita a un progetto originale ad alto coefficiente di creatività. Sono gli ingredienti di Vikilù, nuovo marchio di abbigliamento per bambini nato ufficialmente lo scorso 4 maggio. Dietro al nome un po esotico si nascondono una giovane sarta romagnola autodidatta e un gioco di parole ispirato dalla figlia Victoria. A raccontarci come un hobby iniziato due anni e mezzo fa si sia potuto trasformare in una vera e propria attività ai tempi della pandemia è Carlotta Evangelisti (26 anni), la protagonista di questo piccolo viaggio che scommette sul futuro.

Tutto è cominciato un po’ per gioco quando è nata mia figlia e ho ritrovato la macchina da cucire e gli attrezzi di mia nonna Paola, che era una sarta professionale. Mi sono subito appassionata e ho iniziato a fare gli abiti per Victoria, poi per alcune amiche. A poco a poco la richiesta è cresciuta sempre più.

A gennaio, prima dell’inizio dell’era Covid-19, Carlotta aveva deciso di aprire partita Iva avviando la propria attività in forma professionale. Se il lockdown forzato ha rallentato di un paio di mesi lo start-up, non ha scalfito la sua determinazione. “Il clima di incertezza che si è respirato a marzo e ad aprile – racconta – ha rallentato un po’ tutto, ma già da una decina di giorni sono riprese le richieste per quanto riguarda il mio lavoro”. Nel suo laboratorio di Forlimpopoli Carlotta realizza capi d’abbigliamento per bambini da 0 a 6 anni. Ogni passaggio è curato in prima persona: dalla scelta dei tessuti tra fornitori locali visitati personalmente o internazionali raggiunti online alla realizzazione di tutine, salopette, pantaloncini, magliette e altri capi.

“A ogni parte del mio lavoro – sottolinea – dedico il giusto tempo. Mi piace cercare stoffe insolite, uniche e per ogni capo mi limito a piccole tirature. Dal taglio del modello alla cucitura fino all’applicazione di rifiniture faccio tutto a mano: chi sceglie un capo Vikilù deve poter contare su un prodotto artigianale e originale. Non ho i grandi campionari e gli assortimenti tipici delle catene di abbigliamento, preferisco concentrarmi su alcuni modelli e consentire ai miei clienti personalizzazioni su richiesta con tessuti e fantasie differenti. Mi piace lavorare sulle piccole quantità e sull’unicità dei prodotti”.

Punto di forza di tutte le creazioni Vikilù è la capacità di unire a un’estetica piacevole una praticità di utilizzo. “In questo mi ha aiutato molto diventare mamma – spiega – e accorgermi che i bambini hanno bisogno di abiti alla loro portata, in cui possano sempre sentirsi comodi mentre si muovono e giocano. La funzionalità è un aspetto molto importante”. Accanto all’abbigliamento bimbi Vikilù propone alcuni accessori per le mamme, come i dischetti struccanti dall’anima green: lavabili e riutilizzabili contribuiscono a preservare l’ambiente con stile.

I canali di vendita del marchio Vikilù sono il web e, non appena si potrà tornare a organizzarli, i mercatini di artigianato artistico. “Tra una decina di giorni sarà online il sito web www.vikilu.it, che si affiancherà alla pagina Facebook e al profilo Instagram. Sarà per metà un e-commerce e per metà un sito in cui le persone potranno scegliere le personalizzazioni dei modelli proposti”.

Come sarà Vikilù tra cinque o dieci anni? “Magari proporrà anche capi per bambini un po’ più grandi – ipotizza Carlotta – mi piacerebbe che il mio marchio diventasse sempre più conosciuto e accedere a boutique e mercati artigianali che mi permetta no di crescere”.