Sale ferme, set sospesi, attori e doppiatori a casa. Dall’inizio del lockdown il settore cinematografico si stima abbia perso circa 60 milioni di euro.

Ma da oggi, un timido segnale di ripresa si avverte con la riapertura dei set cinematografici, dove per operare in sicurezza sono previsti test sulle condizioni di salute per gli artisti prima delle riprese, l’utilizzo delle mascherine per tutti gli operatori e per gli attori quando non sono in scena e le distanze di sicurezza da mantenere quando possibile. È inoltre prevista una specifica formazione del personale (dispositivi di protezione e regole igienico sanitarie), regole per le produzioni, set, troupe e attori, la presenza di un medico competente aziendale, la misurazione della temperatura in ingresso e in uscita e la presenza di soluzioni idroalcoliche per l’igiene.

Lo stesso discorso non vale purtroppo per le sale cinematografiche, per le quali ancora non si hanno indizi su quando partirà la fase 2. Probabilmente i cinema saranno tra gli ultimi posti che potremmo tornare a frequentare.

Una soluzione è prospettata da CNA Cinema e Audiovisivo con il progetto CineDrive, nato in collaborazione con una rete di esercenti e alla piattaforma Tixter, che riprende l’idea del Drive-in.

Una soluzione che ha attirato l’attenzione dei media internazionali. Giorgia Orlandi, inviata di Euronews, ne ha parlato con il presidente di CNA Cinema e Audiovisivo, Gianluca Curti, in un servizio del 30 aprile.

Questo progetto prevede che dall’estate si possano trasferire i clienti all’aperto offrendo loro la possibilità di guardare film dalle loro auto, trasformando questo cinema in un cine-drive-in.

Il primo CineDrive sorgerà a Velletri, in provincia di Roma. La previsione è di aprire i battenti già a luglioIn un’area capace di ospitare fino a 250 vetture e con uno spazio sufficiente per consentire un corridoio di sicurezza. I biglietti potranno essere acquistati online e per ascoltare al meglio il film ci si sintonizzerà sulle frequenze radio.

La riconversione aziendale sembra essere la strada da percorrere per rispettare le norme di distanziamento sociale e, al tempo stesso, di salvare il settore cinematografico, gravemente colpito dall’emergenza Covid-19.