Arrivano i nostri per 23.000 pensionati in quarantena con più di 75 anni.  Poste e Carabinieri, infatti, hanno siglato ieri un accordo in base al quale saranno proprio i militari dell’arma a consegnare, porta a porta, l’assegno ai pensionati più anziani a cui è caldamente consigliato di non uscire per nessun motivo.

“Si tratta di una iniziativa a favore della protezione delle fasce più deboli della popolazione. Protezione che abbiamo caldeggiato da tempo – commenta Giovanni Giungi, Presidente nazionale di CNA Pensionati. Nel Nord del Paese, in particolare nel bergamasco e nel bresciano, senza tralasciare altre regioni duramente colpite come Veneto e Emilia Romagna, i pensionati stanno pagando un prezzo altissimo, uno dei più alti al mondo, in termini di vite umane”.

“Non è il momento di fare polemiche o chiedere conto della gestione iniziale della crisi da parte delle regioni interessate –  continua Giungi – ci sarà tempo per fare i conti e assegnare eventuali responsabilità, laddove dovessero esserci. Oggi tuttavia ci preme sottolineare che gli anziani vanno protetti con decisione e coraggio. Quelli rimasti a casa e quelli nelle case di cura”.

“L’accordo fra Poste e Arma dei Carabinieri – conclude – merita per questo il nostro sincero plauso anche perché l’iniziativa permette di tutelare gli anziani dai reati a loro danno come truffe, rapine e scippi per mano di orribili sciacalli che non si sono fermati neanche in questo periodo durissimo. Invitiamo i pensionati italiani a aderire con fiducia all’iniziativa”.

Sono molti, del resto, i nonni lasciati soli, spesso non volontariamente, dai propri cari in tempi di Coronavirus. Basta abitare in un comune diverso magari solo a qualche chilometro di distanza o in regioni differenti e i divieti, di fatto, impediscono di poter usufruire dell’aiuto di figli e nipoti.

E se la solidarietà nelle province e nelle città, con i servizi di spesa o medicine consegnate a casa, sopperisce ai bisogni primari, il ritiro della pensione è operazione decisamente più delicata.

Poste ha già pensato nel mese di marzo ad anticipare e scadenzare l’accredito della pensione in ordine alfabetico, dando anche accesso libero in tutti gli uffici postali compresi quelli dove non si ha il conto. Tuttavia si sono create ugualmente file di pensionati davanti agli uffici postali stessi.

Il consiglio diffuso da infettivologi, epidemiologi e virologi per questa fascia di popolazione resta invece quello di restare in casa, possibilmente senza contatti esterni. Un’indicazione che rischia di durare ancora a lungo.

Come si fa con la pensione dunque? Secondo l’accordo fra Poste e Carabinieri si può chiedere di farsela consegnarla a domicilio.

Innanzitutto occorre avere i requisiti: almeno 75 anni; non avere familiari vicini; non aver già delegato nessuno a ritirare la pensione. A questo punto i pensionati potranno contattare il numero verde 800 55 66 70 messo a disposizione da Poste o chiamare la più vicina Stazione dei Carabinieri per richiedere maggiori informazioni.

In base alla convenzione appena siglata, sarà poi necessario sottoscrivere una delega scritta, dopodiché i Carabinieri potranno recarsi presso gli sportelli degli Uffici Postali per riscuotere le indennità pensionistiche e consegnarle al domicilio dei beneficiari che ne abbiano fatto richiesta.