San Martino in Strada: una zona dimenticata dalla nuova tangenziale, poco segnalata dai cartelli stradali, con le strade invase dall’erba alta e scarsamente illuminate. Una zona artigianale che ospita imprese di primo piano, che danno lavoro a tante famiglie. Che, oltre a soffrire come tutti i morsi della crisi, si trovano penalizzate da tutte queste inefficienze. Servono presto risposte concrete.

La zona  artigianale di San Martino in Strada venne realizzata  nella prima metà degli anni ’80, in ossequio ad una pianificazione del territorio che prevedeva le aree produttive a corona, rispetto al centro.

Carpena, Vecchiazzano, il Quattro rappresentano insediamenti pensati sulla base della stessa filosofia progettuale che, nel corso degli anni, è stata poi abbandonata.

Oggi gli strumenti urbanistici in vigore non prevedono spazi di sviluppo delle aree produttive, se non nell’unica direttrice individuata, Villa Selva e, in parte, Pieve Acquedotto. Ogni investimento infrastrutturale, o di potenziamento della rete stradale parte dal presupposto che lo sviluppo futuro del sistema produttivo possa aver luogo unicamente in questa direttrice.

Sta di fatto che insediamenti in ogni caso piuttosto recenti, costituiti da imprese strutturate e importanti per l’economia cittadina, si trovano ormai relegati ai margini del progetto di sviluppo  forlivese.

In particolare l’area di San Martino, che annovera imprese di primo piano nel contesto cittadino, che danno lavoro ancora a tante famiglie, deve fare i conti oltre che con i problemi generali causati dalla crisi economica, anche con situazioni di oggettivo svantaggio rispetto ad altre zone.

In primo luogo il progetto relativo alla nuova tangenziale pare aver dimenticato la presenza di imprese a San Martino: la via Malguaia è stata chiusa e, al momento, l’area artigianale non ha sbocchi sull’asse Forlì-Predappio. Sarebbe opportuno prevedere un innesto per non costringere ingombranti autocarri ad accedere all’area unicamente da via Monda.

La nuova viabilità della zona rende necessario un completamento della segnaletica stradale, perché per chi viene da fuori, magari per la prima volta, l’orientamento può risultare molto complicato. Anche l’erba alta, sul ciglio della strada contribuisce a compromettere la visibilità delle imprese e di fatto concorre al loro isolamento.

Servirebbe qualche parcheggio per agevolare i tanti dipendenti delle aziende di San Martino in Strada, oggi costretti ad intasare le strade dell’area artigianale. Anche l’illuminazione delle zone perimetrali della zona artigianale è in certi casi un po’ precaria e, visto che anche la sicurezza in certi casi ha rappresentato un problema, andrebbe incrementata.

Il dialogo con l’ Amministrazione Comunale è stato avviato:  fa piacere aver riscosso la massima attenzione da parte dell’Assessora Maltoni sul problema ma, dato l’intreccio di competenze circa le problematiche sul tavolo, che coinvolgono anche Provincia ed ANAS, non è scontato che le soluzioni siano rapide.

Le imprese restano un patrimonio che l’intera città deve salvaguardare, e solo un proficuo e continuo dialogo tra le amministrazioni e le associazioni di impresa può servire a trovare soluzioni efficaci e condivise.

 

Riccardo Guardigli
Responsabile CNA Forlì città