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Irregolarità intestinali tra intolleranze alimentari e dieta corretta

Un problema che riguarda un numero sempre maggiore di persone

Frequente nella popolazione moderna, correlata a fattori nutrizionali, è la sindrome del colon irritabile, più nota come colite; una malattia funzionale ad andamento cronico, caratterizzata da dolore/fastidio addominale e gonfiore, in associazione ad irregolarità intestinale. Spesso si cercano rimedi che aiutano a calmare i sintomi affidandosi a persone che non hanno la necessaria professionalità o a test privi di validazione scientifica, senza rivolgersi a professionisti sanitari per valutarne cause e rimedi, fra cui quello nutrizionale, spesso risolutivo.  Queste alcune cause ricorrenti.

Intolleranza al lattosio: dovuta alla carenza dell’enzima Beta galattosidasi che non consente di assimilare tale zucchero presente nei latticini che fermentato dalla flora batterica intestinale produce gas e gonfiori addominali. Si consiglia una dieta con alimenti a bassa concentrazione di lattosio, ma non l’esclusione totale, che comporterebbe non stimolare la produzione di beta galattosidasi da parte dell’intestino.

Glutine: sostanza lipoproteica utilizzata in alte concentrazioni nelle farine. È spesso implicata in casi di intolleranza quali la celiachia, con conseguenze di malassorbimento intestinale, meteorismo, irregolarità dell’alvo. Il quadro va valutato con specifici esami di laboratorio ed endoscopici e trattato con una dieta aglutinata. Nei pazienti non celiaci, ma con colon irritabile, una dieta a ridotto contenuto di glutine può avere effetti migliorativi.

Disbiosi: una popolazione batterica intestinale non in equilibrio è spesso fattore, sottovalutato, causa di irregolarità intestinale e meteorismo. Tale problematica di disbiosi “SIBO” va valutata con esame del respiro chiamato Breath Test. Un’integrazione con specifici fermenti lattici probiotici può aiutare a ristabilire il corretto equilibrio intestinale sotto valutazione dello specialista gastroenterologo, che potrà decidere se associare una terapia antibiotica idonea.

Dr. Andrea del Seppia Nutrizionista

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