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09-11-2015 | Appuntamenti

Storie di Romagna e d'Italia

Storie di Romagna e d'Italia

Sanzvés, Aibâna e Tarbiân/i fa l’om sân (Sangiovese, Albana e Trebbiano fanno l’uomo sano). Questo proverbio romagnolo ha un forte valore evocativo a Predappio dove il vino è visto non solo come alimento ed apportatore di forza e di calore, ma anche di piacere per il palato e l’animo, facendo dimenticare fatica e amarezze.

Predappio (La Pré o Dvia in dialetto romagnolo). La storia di Predappio inizia con rare testimonianze archeologiche di epoca preistorica che aumentano durante l'età romana, sesta provincia sotto l’imperatore Augusto. Si racconta che il nome derivi dall'insediamento in queste località di una antica famiglia romana: gli Appi. Nella frazione di Fiumana, a conferma di ciò, sono state trovate, pochi anni fa, le rovine di due antiche ville romane.

A circa 2 km da Predappio, lungo la valle, era la località nota con il nome di Dovia, probabile toponimo romano, Duo Via, dove nacque Benito Mussolini.
Predappio, vero museo urbano, rappresenta un esempio dell’architettura razionalista degli anni Venti e Trenta, oggi valorizzata attraverso un progetto internazionale chiamato ATRIUM (Architecture of Totalitarian Regimes in Urban Managements).
Da non perdere la visita all’ex stabilimento aeronautico Caproni in Predappio, preziosa testimonianza di archeologia industriale edificato nel 1935, oggi trasformato in spazio di ricerca universitaria. 

Predappio alta è dominata dalla Rocca risalente alla fine del 1200, costruita su una possente roccia e teatro di lotte feudali tra le famiglie Calboli e Ordelaffi di Forlì.  Informazioni derivanti da storie popolari e tradizioni affermano che passaggi sotterranei collegassero la Rocca di Predappio con le più vicine fortificazioni di Rocca d'Elmici e Rocca delle Caminate.

Passeggiando tra le rigogliose viti con un ottimo Sangiovese in mano si giunge aRocca delle Caminate, la quale sorge sul crinale destro del corso del fiume Rabbi, tra il Comune di Predappio e Meldola. Fin dal 997 era soggetta ad Ambrone delle Caminate dal quale passò dopo il 1100 in eredità al figlio. Al centro di numerose lotte per il suo possesso, nel Quattrocento fu dominio di Domenico Malatesta poi di Pino Ordelaffi. Più volte nella sua storia distrutta e ricostruita, la struttura ebbe il colpo di grazia a causa di un terremoto della fine dell’Ottocento. A seguito di lavori di riedificazione del 1927, fu ristrutturata e destinata in epoca fascista a residenza estiva di Mussolini. Oggi dell’impianto originario rimangono le fondamenta, i bastioni e i camminamenti del Cinquecento. Anche questa struttura è stata oggetto di un intervento di recupero nell’ambito di progetti destinati alla ricerca.

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