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09-06-2017 | Primo piano

Class action CNA Fita: richiesto un risarcimento di 250 milioni di euro

Class action CNA Fita: richiesto un risarcimento di 250 milioni di euro

Procede l’azione collettiva risarcitoria, a cui hanno aderito in provincia 1.302 camion. Riaperte le adesioni fino al 31 luglio per il 2° blocco

Continua a marce serrate la battaglia degli autotrasportatori di CNA contro la lobby dei costruttori di camion. Ricordiamo che nella nostra provincia sono 1.302 i camion inseriti nell'azione collettiva risarcitoria da CNA Forlì-Cesena, con 296 imprese coinvolte per un valore complessivo di oltre 104 milioni di euro.

“Grazie alle sollecitazioni di CNA – spiega Daniele Battistini, presidente di CNA Fita Forlì-Cesena – la Commissione europea ha finalmente pubblicato la decisione con cui ha accertato l’esistenza del cartello dei costruttori di autocarri. Tale documento contiene l’ammissione di colpevolezza da parte delle case costruttrici Man, Mercedes, Iveco, Daf e Volvo/Renault, le quali hanno dichiarato che l’unico scopo delle pratiche collusive era quello di distorcere i prezzi dei camion e il loro normale andamento”.
Queste informazioni sono servite allo studio legale che supporta gli associati a CNA, per predisporre e inviare la lettera di diffida per conto delle 2.902 imprese che aderiscono a livello nazionale al 1° gruppo dell’azione risarcitoria.

“In totale – prosegue Battistini – è stato richiesto un risarcimento di 250 milioni di euro alle case costruttrici, le quali avranno 30 giorni dal ricevimento della diffida per aderire alla procedura di composizione amichevole della controversia. Dato l’interesse che sta riscuotendo la nostra class action, abbiamo deciso di riaprire le adesioni per un 2° gruppo di aziende. Tutti gli acquirenti di camion dal 1997 al 2011 possono ancora partecipare all’azione risarcitoria, aderendo entro il 31 luglio 2017”.

Gli interessati possono rivolgersi alle sedi territoriali CNA – Uffici Creaimpresa. Si tratta, perlopiù, di tantissimi artigiani autotrasportatori ma hanno aderito anche molte imprese strutturate, provenienti anche al di fuori del mondo dell’autotrasporto. Imprese che operano nell’ambito dell’edilizia e dell’impiantistica che, nel periodo di vigenza del cartello, hanno acquistato gli autocarri.

Ricordiamo che le principali case produttrici di autocarri hanno fatto “cartello”, concordando ingiustamente un aumento dei prezzi ai danni dei loro clienti finali. Si tratta di DAF, Mercedes, Iveco, MAN, Volvo, Renault Truck e Scania.
CNA Fita si è attivata tempestivamente per promuovere un’azione legale collettiva al fine di far risarcire tutti gli associati coinvolti, con la campagna “Insieme per una giusta causa”. Sono interessati tutti coloro che hanno acquistato, preso in leasing o noleggiato a lungo termine un camion di medie o grandi dimensioni (oltre le 6 tonnellate), immatricolato tra il 1997 e il 2011.
Il risarcimento si aggira intorno al 20% del prezzo del camion. I vantaggi di una azione collettiva sono che essa permette di ridurre i costi e di proteggere i singoli da eventuali comportamenti ritorsivi da parte delle potenti imprese responsabili dell’illecito. Il meccanismo è quello della class action. Inoltre, non occorre anticipare spese legali.