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28-08-2018 | Primo piano

Appalti: cresce il mercato ma le piccole imprese restano ai margini

Appalti: cresce il mercato ma le piccole imprese restano ai margini

La riforma sta mettendo fuori mercato le piccole imprese. Governo e Parlamento intervengano con rapidità.

 

La riforma degli appalti non ha aperto il mercato dei lavori pubblici alle piccole imprese ma, in contrasto anche con le richieste avanzate anche dalla Unione Europea, lo ha ulteriormente ristretto.

Per dirla in maniera molto chiara, le piccole imprese restano ai margini in quanto i lotti messi a gara sono di taglia troppo grossa per le loro possibilità, risultando pertanto al di fuori della loro portata.

Da uno studio realizzato da CNA a due anni dalla riforma del Codice degli appalti, si rileva un aumentosignificativo del mercato di riferimento, cresciuto del 36,2% tra il 2016 ed il 2017 ma si evidenzia anche un sensibile incremento dell’importo del lotto medio, salito abbondantemente sopra il milione di euro.

“La situazione che si è creata – sostiene Gabriele Di Bonaventura, responsabile dell’unione Costruzioni di CNA Forlì-Cesena – rasenta il paradosso. Da un lato, il nuovo Codice incoraggia le stazioni appaltanti asuddividere in lotti i grandi appalti, per fare in modo che i singoli lavori corrispondano meglio alle capacità dell’impresa tipo italiana, notoriamente piccola, ma poi tra i requisiti di partecipazione, include anche il fatturato.

Qui il meccanismo si inceppa: di solito viene richiesto un fatturato doppio rispetto al valore dell’appalto, quindi in media oltre 2 milioni di euro, volume che non può essere rispettato da almeno il 95% delle piccole imprese”.

Da tempo CNA Forlì-Cesena ha avviato un confronto reale con le amministrazioni locali, sulla base di unProtocollo che parte dal presupposto che gli appalti pubblici rappresentano una leva fondamentale per sostenere l’economia, favorire una sana concorrenza, promuovere il lavoro regolare e la coesione sociale.

“La nostra parola d’ordine – conclude Di Bonaventura – è Sostenibilità economica e sociale degli appalti, che non dovranno più soggiacere alla logica perversa del massimo ribasso ma riferirsi al reale mercato di riferimento, al rispetto del contratto di lavoro e dell’ambiente, alla sicurezza nei cantieri ed al tipo di servizio che viene offerto ai cittadini.”

Per queste ragioni, CNA chiede al Governo ed al Parlamento di intervenire con rapidità per porre rimedio ad una situazione che sta mettendo fuori mercato le piccole imprese.

Per informazioni ed approfondimenti: Gabriele Di Bonaventura, tel. 0543 770321 – email gabriele.dibonaventura@cnafc.it